Topolinia è dovunque, i topolini anche. Lo stesso per i topoloni che stanno al governo e per i loro elettori fessacchiotti che continuano a votarli. Questo blog racconta le loro gesta.

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domenica 3 ottobre 2010

TOPOLINIA: LA STORIA DELLA DOMENICA


Prima la famiglia: dove metto mia sorella?

A Topolinia, l'abbiamo già detto, le cose vanno un po' così. Noi che ne parliamo ci prendiamo gli insulti di quelli che amerebbero che anche a Topolina regnasse l'omertà e tutti stessero zitti ad ascoltare la favole del topo capo e dei Faccia di bambi suoi camerlenghi. E' che te le tirano proprio...
Oggi sono in vena e - in tempi di familismi, di case a Montecarlo, di chiacchiere sul merito e di  duri attacchi alla politica che non fa più il suo mestiere e allontana la gggente - vi racconto a storia della sorella eccellente fattasi amministratrice di Topolinia.
Era qualche anno fa e le promesse elettorali ai topolini erano così dense che davvero non si sapeva più cosa dire: verbali annullati agli amici, varianti urbanistiche e ai prezzi delle opere pubbliche che facevano impazzire di lussuria i faccendieri e i costruttori, un sorriso a testa a tutti i topolini creduloni e già berlusconzzati per bene da molto tempo. Solo che i protagonisti erano di altra parte politica e dovevi sentirli come si arricciavano se qualcuno segnalava che i loro metodi erano gli stessi del ben più illustre commesso viaggiatore.

Querela sempre pronta, ovviamente a carico degli abitanti di Topolinia.
Vittoria elettorale trionfale dei demo/rats e dei loro alleati: "Bisogna trovare gli altri amministratori della città, adesso sì che possiamo far valere la nostra maggioranza, nessuno ci fermerà. Ci vanno delle donne però, mancano sempre e sono oramai un ingrediente importante, sennò ci criticano", diceva il topocapo appena eletto e ripetevano in coro i suoi esegeti.
Ed ecco che interviene prontamente il responsabile del partito, non solo di Topolinia, ma di tutte le città del reame: 
"Ce l'ho io una donna: è brava e valente. E' pratica di relazioni, tutela i lavoratori. Può svolgere bene questo incarico, solo che..."
"Solo che?" fecero in coro i topoloni di Topolinia.
"E' mia sorella e ve la raccomando - ribadì il superreponsabile politico - però, se diventerà amministratrice di Topolinia, dovrà abbandonare il lavoro che sta facendo. L'indennità che percepirà dalle casse del Comune di Topolinia non le basta. Insomma, dovete trovarle un altro lavoro".
"Tutto qua? Non c'è problema, provvediamo subito!", cantarono in coro i topoloni per i quali non posto di lavoro non si nega a nessuno, basta avere le conoscenze giuste.
E fu così che - tre giorni dopo essere stata nominata amministratrice di Topolinia dal topocapo - la sorella eccellente ottenne anche un lavoro presso il Consorzio pubblico che si occupa anche dei servizi topolineschi. La persona in questione è capace, ma non è per le sue capacità e i suoi meriti che sta lì.
Suo fratello ha fatto carriera anche lui, adesso è diventato il capo del partito nel circondario di Topolinia.
Chissà se partecipano anche loro alla giaculatorie per la meritocrazia al posto del familismo o se anche loro deplorano questa poltica che non sa più parlare ai Topolini.
Eh già: anche a Topolinia c'è un problema di credibilità.

Pippo

venerdì 13 agosto 2010

IL SACCO DI TOPOLINIA, parte seconda


Dopo la villa nel campo, lo spaccio nell'orto

Nella prima parte vi avevamo raccontato  di come si fa  a costruirsi una villa dove gli altri, quelli senza appoggi topolineschi, non possono.
Adesso vi spieghiamo cose si fa a valorizzare il terreno prima coltivato, adesso neanche più quello, solo più in attesa di accogliere le fondazioni di un nuovo edificio.
Ora che in mezzo all'area agricola c'è la villa, vorrete mica che tutto quel terreno che sta intorno alla casa sia abbandonato a se stesso? Quasi quasi facciamo una variante!

Dovete sapere - cari lettori - che a Topolinia gira un virus che si chiama variante continua. E' un virus pericoloso perché distrugge il territorio, ingrassa sempre gli stessi e mette in pericolo le casse del municipio, ma i topolini capi non se ne preoccupano. Loro fanno solo alta politica e debbono occuparsi del loro futuro, magari toccando i tasti giusti e compiacendo i poteri che potrebbero venire utili. Come è noto i dissenzienti politici e i cittadini incazzati li denunci, li intimidisci o li compri.
E allora, già che ci siamo, ecco che i topolini capi - alcuni dei quali transitati direttamente da lotta continua a variante continua, passando per vacanza continua - decidono di occupare un po' meglio quel terreno, nominalmente ancora agricolo, ma nei fatti già compromesso: spostiamoci lo spaccio di una nota azienda di Topolinia che adesso vanta un bell'immobile su corso Paperopoli, che potrebbe valorizzare anche per trarsi fuori da una situazione economica non felice.
Così, l'artefice dell'operazione "villa pulita" può comprare quell'immobile, magari per metterci dentro una concessionaria d'auto e farci su qualche soldo.

Il prato può ben ospitare una rivendita di cibo buono: in fondo è roba naturale e Topolinia è o non è un comune biologico? I topolini amano o no la groviera? Il terreno per effettuare lo spostamento e liberare l'immobile pregiato lo mette l'ex agricoltore, quello della villa... e voilà: la second aoperazione è fatta!


Forse qualcuno dei lettori penserà che ci sia dell'esagerazione: tranquilli, è tutto vero.

Così Faccia da Bambi potrà presentare il caso in un convegno sulla legalità, magari discettando di trasparenza della pubblica amministrazione, rispetto delle regole. Prenderanno diligentemente appunti, insieme a tutta la schiera di nominati intimiditi e denunciati, tutti i topolini che ancora pensano che basti dire. A fare c'è tempo.
Non c'è pace a Topolinia, nemmeno a ferragosto.

Pippo



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martedì 3 agosto 2010

IL SACCO DI TOPOLINIA, parte prima


Dunque, prendi un terreno agricolo - da molto tempo incolto anche perché si trova fra due delle strade più trafficate della intera cerchia metropolitana di cui Topolinia fa parte -, inventati una azienda agricola, semina qualcosa, giusto per far vedere che l'azienda agricola c'è per davvero e... oplà! Il gioco è fatto.
Subito dopo puoi andare al Municipio di Topolinia a presentare richiesta per la costruzione di una casa rurale: lo prevedono tutte le leggi, un agricoltore può costruire la sua casa anche su un'area che non è destinata alla residenza. Gli serve perché non potrebbe abitare in un posto diverso da dove coltiva, alleva, semina, raccoglie, munge e pascola.Ottenuto il permesso di costruire, puoi partire coi lavori: viene fuori una bella villazza, con muri di cinta intorno a un generoso giardino, ovviamente nel centro dell'azienda agricola... vabbè: mica il contadino deve vivere in un tugurio, no?
Tutto legale, anche se poi vai ad abitare nella villazza e smetti di coltivare... tutto legale. Così legale che i capi di Topolinia non solo non intervengono per limitare i danni di leggi poco belle e comportamenti banditeschi. Potrebbero almeno stare lontani da siffatti soggetti, invece partecipano ai festeggiamenti degli artefici di queste porcate.

Purtroppo a Topolinia c'è anche il lato B: la banda Bassotti. Sono recidivi. A Topolinia infatti i gendarmi sono intervenuti in passato per denunciare finti agricoltori che nottetempo cambiavano la destinazione a capannoni pseudo-agricoli, certe volte perfino costruiti con contributi pubblici. Li tiravano su con la scusa di riporci gli attrezzi del loro lavoro di agricoltori, nottetempo li riempivano chi di camper rimessati lì, chi di attrezzi e operai che montavano le gomme delle auto... poi sono stati beccati e denunciati (e nemmeno da quel giustizialista del turitopo).
Hanno anche pagato, ma non sono passati di moda. Solo che questa volta hanno il consenso e l'appoggio dei topolini che siedono in  Municipio. Certe volte, fra una cena e l'altra, si potrebbe anche fare qualcuna delle cose che i topolini, camerlengo in testa, vanno raccontando nei loro convegni sulla legalità.
Fine della prima puntata: nella seconda si tratterà di una malattia topolinesca che si chiama "variante continua".

Pippo

lunedì 26 luglio 2010

TOPOLINIA: COME TI TRATTO I DIPENDENTI


Piccoli Brunetta crescono... non del tutto!
Giornate nervosette a Topolinia. Si narra che uno dei topi che comandano sia sbottato con un "I dipendenti del Comune sono pezzi di merda. Gliela farò pagare", forse a commento di un'iniziativa che i sindacatopi avevano assunto per segnalare la stranezza di un Comune dove i dirigentopi sono sempre di più (mentre diminuiscono i dipendenti) e costano sempre più cari alla collettività. Va rimarcata la finezza dell'espressione e la nitidezza del messaggio politico del novello Brunetta in salsa locale.
A Topolinia, si sa, vanno avanti i tipi così: tante facce, doppia, tripla e anche quadrupla morale, tanto tutto si giustifica. Una bella festa alle ToposSerre, qualche promessina, un posticino naturalmente per merito, una querela a spese del Comune per i più difficili da domare... e avanti la prossima puntata. Comunque i topi capi non si fanno mancare nulla, per la verità il linguaggio similmalavitoso lo usano proprio solo a Topolinia. Quando vanno in giro sono dei mostri di virtù, specialmente quando devono acquisire qualcuno dei bollini qualità che il bel mondo della politica elargisce nascondendo il nulla dietro sigle altisonanti, tutte ben evidenziate nel sito interneti di Topolinia.
Ma torniamo agli avvenimenti di questi giorni. Dicevamo che... mentre un paio di topolini facevano il salto della quaglia (animalismo dei topolini politicamente corretti) cambiando repentinamente casacca, altri si guardavano attorno smarriti cercando di capire dove tira il vento per poter riprendere in fretta a sbandierare nella direzione giusta, altri ancora cominciavano ad allontanarsi dal capo per non essere confusi con lui un domani... insomma mentre succedeva tutto questo i capitani coraggiosi della città aumentavano i dirigenti e diminuivano i lavoratori. Tra un intervento e l'altro, tutti tesi a realizzare il bene dei topolini, naturalmente trovavano il tempo di deprecare le politiche del governo che aumentano i dirigenti e tagliano i lavoratori... ma si sa che la coerenza non è di Topolinia.

La semplice azione di protesta dei lavoratori - naturalmente silenziata dal giornalista da passeggio che segue le prodezze degli amministratori di Topolinia - ha scatenato le reazioni di cui sopra. Così, il topolino ben parlante e rispettoso del lavoro ha visto cambiare il nomignolo che gli abitanti di Topolinia si assegnano l'un l'altro. Lo chiamavano Rebb No-Job, qualcuno lo aveva definito "pube de oro". Ora è diventato Faccia da Bambi.
Quanto ai suoi colleghi e al suo capo, gli spiritosi nomignoli che gli abitanti di Topolinia avevano assegnato loro sono oramai ridotti a variazioni su un unico tema: Brunetta Smilza, Brunetta con Conflitto di Interesse, Brunetta con Parentela Illustre, Brunetta Regolare, Brunetta Maestrina, Brunetta Imbarazzata, Brunetta  Moderata, eccetera.
In un angolo Vince Falcemartello piange in silenzio la fine del rispetto per i lavoratori e si chiede quando sia cominciato questo incubo e come fare per uscirne. Nessuna notizia della palle dei legalitari, quelli del rispetto delle istituzioni.
Strani topi a Topolinia: il fustigatore di dipendenti Faccia da Bambi non ha mai lavorato un giorno in vita sua al di fuori della politica. Che parli così banalmente perché non sa di cosa ciancia? I topolini sono in trepidante attesa di vedere come farà a mettere in pratica la seconda frase del suo ammirabile proposito.
Tremate topopubblici, Faccia da Bambi è già nei vostri sogni e li trasforma in incubi.

Pippo

sabato 17 luglio 2010

TOPOLINIA: SESSO & POLITICA


Quasi quasi mi faccio un'amante!
Grande fermento fra i cittadini di Topolinia: il bel mondo della politica locale si è finalmente messo alla pari con le mode d'oggi.  Sono sempre in ritardo i politici di Topolinia, ma alla fine ci arrivano anche loro!

C'è stato il momento dello scamiciamento: andavano di moda il look rivoluzionario e allora... tutti scamiciati e trasandatì, antipartito e sempre dalla parte della trasgressione e della modernità!

Poi è arrivato Berlusconi coi suoi topolini in doppiopetto blu, occhiali da sole, mentina in bocca,  portafogli gonfi di danaro di dubbia provenienza e modi di fare da squali... e tutti sono corsi a farsi curare il look. Alcuni topolini - a parole strenui avversari del berlusconismo - avevano addirittura consiglieri che facevano solo quello: curare il look del capo perché siamo nella civiltà dell'immagine, cribbio! Non solo l'abbigliamento, ma anche le pratiche, personali e politiche, a imitazione della moda del momento.

Poi è arrivata la moda della conversione, di rutelliana memoria: da mangiapreti a baciapile compulsivi. Allora, tutti in processione a a baciare l'anello, mettendo su quell'aria sussiegosa che fa tanto "politica di valori, impegnato nel sociale e un po' schifato dalla politica degli altri, la sua no, è meravigliosa". Chiese piene di topolini genuflessi, preti che dettano legge, piazze che strabordano di benefit, insomma tutto il solito calamento di braghe del topolino redento. E' stata una fase esaltante a Topolinia, forse è ancora in corso, ma nel paese la moda stava cambiando da tempo.

Il Grande Topo ha le escort, poi a Palazzo Grazioli... e anche il centrosinistra non scherza, da Del Bono topolino bolognese a Marrazzo e ai suoi transtopi. Un politico come si deve, specie se deve mostrare una certa arroganza nel gestire il potere e il disinteresse per il popolo comune - quello che valuta i politici cercando di capire se fanno quello che dicono -, deve avere anche lui una fama di chiavatore o, se preferite "tombeur de souries", che supporti adeguatamente il suo prestigio politico

A Topolinia le escort non ci sono, non c'è nemmeno Palazzo Grazioli, c'è la dose media di ipocrisia che accompagna la vita di tutti i topolini del mondo, ma anche quel po' di pecoreccio che la rende saporita. Ecco che la moda ha fatto breccia anche qui: i topolini locali debbono essersi posti il problema dell'immobilismo e l'hanno risolto dicendo "Topolinia è ormai in mutande... quasi quasi ci facciamo un'amante" ... e poi tutti a esibire il loro nuovo status prima e a confessarsi poi.

Attente, tope di Topolinia, sono assatanati!

Pippo

domenica 27 giugno 2010

TOPOLINIA: VIZI PUBBLICI E POCHISSIME VIRTU'


Continua a Topolinia la caccia al coraggio: il problema è che non se trova davvero più in giro. Chi ne aveva un po' - e lo sbandierava al vento come Rocco Siffredi la minchia - l'ha venduto in cambio di qualcosa; bisognava sentirli i topolini coraggiosi in passato, sempre pronti a puntare il ditino e a rivendicare partecipazione, democrazia, discussione, attenzione a come si spendono i soldi pubblici, a mettere topolini capaci nei posti giusti perché facciano il bene di tutti.
Si sussurra che, per timore delle bizze del topolinocapo, tutti tacciano chinando la testa anche di fronte alle pretese più clamorose. Poi, appena lontani dalla sua regale figura, si lanciano in proclami coraggiosi, in critiche talmente crudeli e aspre da far presagire un imminente rivoluzione. Non c'è bisogno di posti, basta la promessa o la speranza di poterne occupare prima o poi uno... tutto si smorza e si vogliono di nuovo tutti bene. E i topolini sudditi stanno a guardare, qualcuno si flagella per punirsi del voto che ha dato in cambio della promessa di un piatto di lenticchie.
La corte intanto fa quadrato: teme il peggio e allora mischia il sacro col profano. Scambia la follia del comune nel parco con la giusta necessità di spostare il palazzo, il sovvertimento delle regole con lo snellimento. Quialche cortigiano va perfino al mercato a raccogliere firme contro la privatizzazione dell'acqua, ma quando cambia casacca accetta la privatizzazione dei nidi, la scomparsa delle squadre di manutenzione di Topolinia e parecchie altre furbate del genere.
Da mesi un gruppo di topolini presidia una fabbrica, appena chiusa dall'imprenditore topo di turno, con pochisisme speranze di ripresa del lavoro e tante chiacchiere delle politica: l'impresa si chiama Local Mouse Business.

Hanno perso il lavoro, sono disperati, guardano con speranza all'intervento di Ann the businesswoman. Niente, tutto inutile: ma perché fare incontri con la proprietà, convocati ufficialmente dai responsabili di Topolinia, facendo finta che topocapo, cortigiani e imprenditore non si conoscano? Dato che pasteggiano spesso insieme, perché non ne parlano seriamente durante una magnata e provano anche a concludere qualcosa  per i topolini in angoscia?

Pippo

venerdì 18 giugno 2010

TOPOLINIA: SI AVVICINA IL COMUNE NEL PARCO!


Gente stramba a Topolinia. Devono costruire una casetta per gli ecovolontari, dove la fanno? Nel parco, ovviamente! Non al bordo, o magari in una zona senza erba e piante... no nel prato, sotto le fresche frasche, con battuto in cemento e panchine all'esterno. Sono ambientalisti gli amministratori di Topolinia, mica come quei consumatori di suolo dei loro amici dei comuni vicini!
Talmente ambientalisti, amanti della natura e degli animali, che adesso davvero stanno per cominciare a spendere soldi pubblici per studiare la fattibilità del municipio nel parco. C'è bisogno di pagare qualcuno perché studi? Anche un bambino lo vede che non si può e si deve fare.
I topolini più accorti pensavano che l'istante di ebbrezza da vin santo del topo-capo lo avesso convinto - oltre che a baciare le pile con ancora maggiore intensità - anche a lasciar perdere questa follia. Niente: nemmeno l'ascoltato suo compare Gigi lo smilzo può nulla..., pare che perfino l'altro suo socio, Rebb no-job (nel senso che non ha mai lavorato fuori dalla politica in vita sua) abbia espresso parecchie perplessità abbandonando per un istante le sgomitate con il rivale Steve Omnibus (per via del suo lacerante conflitto interiore).


Johnnie falce martello (per via delle sue nostalgie ricorrenti) viene maltrattato dal topo-capo e nessun cortigiano dice niente, neanche Mork senzapalle, che strepita sul blog ma tace davanti alla mirabilia del potere. Che brutto spettacolo a Topolinia... non sarà certo il parco a ingentilire questa desolazione.
Qualche tempo fa un topone, tal Topolanek cecoslovacco, venne immortalato a villa Certosa sul bordo della piscina con il pistolino all'aria e nella posizione invidiata. La foto fece il giro del mondo, guardata più dai maschi che dalle donne, per via dell'invidia per la condizione e le dimensioni.
Che la voglia di fare il palazzo del municipio nel parco sia un po' la stessa cosa?  Da Topolinia a Topolonia.

Ah! Quasi quasi dimenticavo: lo studio lo farà Pavoni (vedete che sono ambientalisti...) non sappiamo scelto come. Il costo ' di 23.000 euro. Pagate topolini furbacchioni!

Pippo